RICERCHE IN CORSO  

NOI DUE SENZA DOMANI

Esiste ancora il tempo dell’amore in un mondo dominato dalla velocità, dall’ansia e dalla connessione permanente? E cosa resta della relazione quando il futuro non promette più nulla?
In Noi due senza domani, Riccardo Dri attraversa filosofia, psichiatria, antropologia e cultura contemporanea per interrogare la fragilità del legame umano nell’epoca dell’iperconnessione e dell’instabilità emotiva. Da Heidegger a Nietzsche, da Platone a Byung-Chul Han, il libro esplora il significato dell’istante, della promessa, della solitudine e dell’identità in una società che ha smarrito la profondità del tempo. L’amore non viene qui raccontato come sentimentalismo o consolazione, ma come esperienza radicale: esposizione al rischio, apertura all’altro, possibilità di autenticità. “Noi due senza domani” non indica soltanto la precarietà dei rapporti contemporanei, ma la ricerca di una forma di presenza capace di sottrarsi alla logica della prestazione, del consumo e della reversibilità permanente. Un saggio intenso e provocatorio che mette in dialogo pensiero classico e disagio contemporaneo, mostrando come il problema del nostro tempo non sia l’assenza di relazioni, ma la perdita del loro peso. 

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DALLO SCARABOCCHIO AL SIGNIFICATO
Immagine, scrittura ed ermeneutica

“Perché leggiamo?” Forse la domanda sembra semplice. Eppure racchiude uno dei più grandi enigmi della filosofia. Quando osserviamo una pagina stampata vediamo soltanto piccoli segni neri. Non hanno voce. Non hanno si­gnificato. Sono, in fondo, soltanto tracce d’inchiostro. E allora perché quelle tracce riescono a commuoverci, a cambiare il nostro modo di pensare, a con­servare idee che attraversano i secoli? Questo libro nasce da una domanda ap­parentemente elementare: “dove abita il significato?” È nascosto nella parola scritta? Vive nella mente di chi legge? Oppure nasce soltanto nell’incontro fra il testo e il lettore? Per rispondere a queste domande il volume attraversa oltre duemila anni di riflessione, dialogando con Platone, Aristotele, Heidegger, Gadamer, Derrida, Umberto Eco e con le più recenti ricerche delle neuroscienze cognitive. Ne emerge un percorso nel quale filosofia, linguistica, ermeneutica e scienze della mente non procedono separatamente, ma convergono verso un’unica intuizione: “La scrittura non contiene il significato; prepara il luogo in cui il significato può accadere.” Viviamo nell’epoca dell’immagine istantanea e dell’informazione continua.
Questo libro invita invece a riscoprire il valore della lettura lenta, della rifles­sione e dell’interpretazione, ricordandoci che comprendere non significa sem­plicemente ricevere informazioni, ma trasformare il proprio modo di guardare il mondo. Perché un grande libro non termina quando si chiude l’ultima pagina. Comincia davvero quando continua a lavorare dentro di noi.
“Un invito alla lettura, ma soprattutto un invito al pensiero.” 

MAI COME VOLUTO
Perché il genio compare solo per caso e la civiltà continua a combatterlo.
 Genio e intelletto ordinario. Una filosofia della differenza.




Platone, Nietzsche, Heidegger non rappresentano tre idee del genio. Rappresentano tre idee della fondazione. Perché ogni civiltà proclama di desiderare l'eccellenza e poi costruisce sistematicamente istituzioni che la rendono improbabile? La civiltà contemporanea non elimina il genio perché lo teme; lo rende semplicemente impossibile, trasformando ogni differenza in informazione, ogni eccezione in consumo, ogni creatività in prestazione misurabile. La civiltà proclama di volere l'eccellenza, ma organizza se stessa in modo tale da neutralizzare sistematicamente le condizioni della sua comparsa. La nostra  diagnosi più radicale: mostrare come la civiltà contemporanea abbia costruito dispositivi che non eliminano l'eccezione, bensì ne dissolvono preventivamente le condizioni di possibilità.

NOI, L'ERRORE
Neotenia, geni e plasticità. La storia contingente che ha reso possibile l'Homo Sapiens

L’evoluzione non è una scala. Non possiede un vertice verso il quale salire, né un punto d’arrivo prestabilito. La selezione naturale non opera in previsione di ciò che sarà utile fra un milione di anni; agisce sulle variazioni ereditabili nelle condizioni presenti. Intere linee evolutive compaiono e scompaiono. Caratteristiche vantaggiose in un ambiente possono diventare irrilevanti o dannose in un altro. Ciò che sopravvive non è necessariamente ciò che, secondo un nostro criterio astratto, è più perfetto: è ciò che, nelle circostanze date, riesce a riprodursi.
L’Homo sapiens non costituisce un’eccezione a questa regola. L’evoluzione non sapeva che saremmo arrivati. È da qui che comincia questo libro.

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"È dalle crepe che filtra la luce"

Riccardo Dri è filosofo, saggista e ricercatore indipendente. Il suo lavoro si muove al crocevia tra filosofia del linguaggio, teoria dei sistemi informativi e critica culturale contemporanea.

Il suo approccio — definito "Ecosistema di Pensiero" — restituisce profondità e struttura a domande che la modernità liquida tende a ridurre a slogans. Attraverso conferenze, saggi e libri, Dri accompagna lettori e uditori in un viaggio nelle strutture invisibili che governano il pensiero e il linguaggio.


Filosofia del Post-umano

L'analisi dei sistemi informativi come nuova biologia dell'esistenza.


Teoria della Persuasione

Dalla sofistica greca alla comunicazione contemporanea.


Critica Culturale

Diagnosi delle trasformazioni strutturali del nostro tempo.