Progetti in realizzazione nel 2020

Il volume in uscita per Febbraio 2020


Riesce a noi assai singolare che si possa concepire un uomo in cui abiti un ospite straniero, un suo duplicato più debole, un altro io, come sua psiche. Ma questa, appunto, è la fede dei cosiddetti popoli primitivi di tutta la terra. Le osservazioni che condussero ad ammettere una doppia vita nell’uomo erano familiari ai Greci di Omero, come lo furono ad altri popoli. Non può essere affermato più chiaramente che il simulacro dell’anima non ha parte alcuna nell’attività dell’uomo sveglio e pienamente cosciente. Il suo regno è il mondo del sogno. Quando l’altro Io, senza coscienza di sé, è sprofondato nel sonno, si risveglia ed opera il suo doppio. Vive dunque in lui un secondo Io, che opera nel sogno. Questo essere aereo si chiama, appunto, «psiche», cioè «una vita, un fantasma, che tuttavia non ha del tutto coscienza» [(ψυχὴ καὶ εἴδωλον, ἀτὰρ φρένες οὐκ ἔνι πάμπαν) Omero, Iliade, XXIII, V. 104]. Zeus, invece, “riconosce i due lati, ed è congenere a entrambi” [(Ζεὺς ἑτερορρεπής […] ἀμφοτέροις ὁμαίμων) Eschilo, Le Supplici, v. 403].  Pronto a FEBBRAIO 2020.



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"Mentre l’inconscio personale è formato essenzialmente da contenuti che sono stati un tempo consci, ma sono poi scomparsi dalla coscienza perché dimenticati o rimossi, i contenuti dell’inconscio collettivo (Urphantasien) non sono mai stati nella coscienza e perciò non sono mai stati acquisiti individualmente, ma devono la loro esistenza esclusivamente all’ereditarietà. L’inconscio personale consiste soprattutto in “complessi”, mentre il contenuto dell’inconscio collettivo è formato essenzialmente da “archetipi” (ὰρχέτυπος). Il concetto di archetipo, che è un indispensabile correlato dell’idea di inconscio collettivo, indica  l’esistenza nella psiche di forme determinate che sembrano essere presenti sempre e dovunque. La ricerca mitologica li chiama “motivi”; nella psicologia dei primitivi essi corrispondono al concetto di représentations collectives di Lévy-Bruhl; nel campo della religione comparata sono state definite da Hubert e Mauss “categorie dell’immaginazione". Adolf Bastian, molto tempo fa, le ha denominate “pensieri elementari” o “pensieri primordiali" [C.G. Jung, Il concetto di inconscio collettivo, in Opere, Vol. IX, 2, [1969-1993], p. 43.

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Per fine novembre 19 la data di pubblicazione certa



Malinconia vuol dire connessione con l’oscuro fondo dell’essere […] L’oscurità appartiene alla luce (R. Guardini, [1993], p. 59.) .

Quando Ippocrate gli chiese che cosa stesse facendo, Democrito rispose che stava sezionando animali, per trovare le origini della pazzia e della malinconia (R. Burton, [1903], Vol. I, p. 48.)

Oggi, complice l’ideologia consumistica e performativa imperante, la depressione non è più generata dai sensi di colpa (la trasgressione di una proibizione) ma dai sensi di inadeguatezza (l’obiettivo delle performance, la competizione, lo spingersi sempre di più per migliorare le nostre prestazioni, la competizione e l’efficienza). (da p. 25)







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[…] ed Euripide, anche se per il resto non lavora bene, risulta tuttavia, se così si può dire, il più tragico dei tragici (Aristotele, Poetica, 1453a 30 sgg.)

Penteo, il nome stesso (πένθος) dice che sei destinato alla pena (Euripide, Baccanti, v. 508.)

Tu non sai cos’è la tua vita, tu non sai né cosa fai e né chi sei (Euripide, Baccanti, v. 506).